DBN-DISARMONIA DEI SENTIMENTI- L'AMORE
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DBN-DISARMONIA DEI SENTIMENTI- L'AMORE

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AMORE

L'equilibrio mente - cuore

L'amore è un'emozione che non è implicita a processi o valutazioni mentali, ma proviene direttamente dal cuore, ed ha manifestazioni fisiologiche sul corpo umano.

Tutte le emozioni autentiche scaturiscono dal profondo e non siamo in grado di crearle; così è anche per l'amore. Infatti non si può decidere razionalmente di amare o di quando innamorarsi. In pratica è come dire che quando si parla di sentimenti ed in particolare d'amore, il ragionamento non prevale mai sulla passionalità derivante dal cuore, anche se a volte l'oggetto d'amore scelto dalla mente non è quello desiderato dal cuore.

I benefici sul corpo e sulla mente della persona che ama e che è aperta all'amore sono evidenti sia a livello esteriore: luminosità, colore, espressione del viso, postura, atteggiamento etc. che a livello interiore: respirazione profonda e rilassata, migliore funzionalità degli organi interni e del sistema endocrino, migliore elasticità muscolare e afflusso di sangue verso la periferia per stabilire un maggior contatto con l'oggetto d'amore etc.

Sulla mente invece pone la persona in una sorta di stato di grazia, in cui si riesce a cogliere l'aspetto positivo di ogni cosa o situazione, perché tutto viene valutato mediante i principi dell'amore. Ci si sente in pace con se stessi e con gli altri, un tutt'uno con il mondo circostante, ma soprattutto vivere l'amore regala la reale sensazione di avere già tutto ciò che serve per soddisfare i propri bisogni. Le paure anche le più remote e radicate scompaiono e ci si abbandona a se stessi, al proprio cuore e al proprio desiderio d'amore. La persona che ama non ha paura.

In pratica nell'abbraccio intimo con noi stessi o con la persona che si ama, c'è tutto il necessario per vivere.

Vi possono anche essere effetti che invece provocano dolore, specie se l'amore viene disatteso, oppure se è un amore morboso o condizionato, quando cioè non è rivolto al bene dell'altro, ma alle aspettative bramate da esso, preoccupandosi più di ricevere che dare. La difficoltà, sempre più evidente nella società attuale, di accettare un amore non corrisposto, deriva della morbosità su cui spesso le persone basano il loro rapporto amoroso. La paura della sofferenza e l'incapacità ad accettare un rifiuto, sfocia poi troppo spesso in tragici eventi, a danno del presunto oggetto d'amore.

Amare morbosamente, significa pertanto vivere un amore carico di paure, di angosce e totalmente condizionato da esse, dove nell'individuo regna lo squilibrio psico-fisico con conseguenze oggettive su entrambi i piani.

La persona che ama veramente invece, non si aspetta niente in cambio, non vincola la persona amata ma la lascia libera di esprimersi e trae appagamento e felicità nel volere il bene e la felicità dell'altro.

Se da una parte è il cuore che misteriosamente sceglie se e quando vivere l'amore, dall'altra è il condizionamento della mente, dell'io, a stabilire il tipo di atteggiamento con cui si da espressione all'amore. Ciò deriva dai forti condizionamenti ricevuti fin dall'infanzia nel vivere i rapporti d'amore, con se stessi e con gli altri.

Il sentimento d'amore nell'adulto riflette per certi aspetti lo strato infantile della sua personalità. Molti sono i rimandi all'infanzia e al soddisfare i bisogni orali tipici di quella fase della vita; inoltre, riconoscimento, calore, accettazione, appartenenza sono principi che vengono poi ricercati anche in età matura. Ad esempio il contatto fisico vissuto con l'allattamento, con le carezze e con l'essere l'oggetto di cure e attenzioni, è in ugual modo presente nel bacio dell'adulto, ed è la principale manifestazione dell'emozione amorosa. Amare ascoltando il proprio cuore, cioè amare in modo incondizionato, significa ascoltare il bambino che si ha dentro, naturalmente con anche il relativo bagaglio emozionale.

La capacità di amarsi e di amare e il modo con cui si manifesta tale amore, l'essere capaci di abbandonarsi a se stessi e agli altri, il mettere in armonia e buona relazione la mente e il cuore, sono processi lunghi e laboriosi, che affondano le loro radici già nell'infanzia, se non fin dal momento della nascita.

Tuttavia è l'amore l'emozione che fa da motore e da traino a tutto ciò che avviene in natura e nel mondo, ed è impossibile vivere senza di esso. Le leggi che regolano il macrocosmo inteso come universo ed il microcosmo inteso come uomo, sono le medesime e governate dal sentimento d'amore.

Vivere veramente vuol dire amare e negare a se stessi il desiderio di amare o la possibilità di essere amati significa la morte delle emozioni; significa creare terreno fertile per portare l'individuo verso disagi, disturbi o patologie.


La perdita e la paura dell'amore

Vivere la perdita d'amore, indipendentemente dall'età, è sempre un'esperienza negativa e dolorosa che provoca sofferenza sia sul piano emotivo che fisico. Se la perdita d'amore avviene nell'infanzia, cioè in quel periodo della vita in cui all'amore si sott'intende il soddisfacimento di necessità primarie quali sostegno e cura, farà crescere il bambino prima e l'adulto poi, nell'insicurezza, ed assocerà l'esperienza amorosa ad una potenziale condizione di sofferenza creando una vera paura nel manifestare e ricevere amore. Inoltre si instaurerà fin da subito un senso di colpa, provocato dal sentirsi appunto responsabile per la perdita d'amore e di conseguenza indegno o non meritevole di ricevere amore.

Il bambino in genere, tende a farsi carico del rapporto con i genitori, che sono appunto l'oggetto d'amore, e si sente responsabile nel bene e nel male di ciò che avviene. Così come si sente al centro e il protagonista nel momento in cui riceve una manifestazione di affetto o un'attenzione, si sente invece colpevole quando questa viene disattesa e vive quindi un'esperienza di perdita d'amore dal genitore stesso.

A volte un gesto o un richiamo, un abbandono o un allontanamento anche se solo temporaneo, sono già condizioni sufficienti perché si viva tale dolorosa esperienza.

Nonostante ciò il bambino cresce, evolve e matura, diventa adulto e può vivere rapporti amorosi anche soddisfacenti perché l'insicurezza è strutturata nel corpo a livello inconscio, quindi non completamente percepita o riconosciuta, ma capace comunque di creare dei condizionamenti che accompagnano la persona per tutta la vita. Il condizionamento del senso di colpa permane anche da adulto.

In pratica la perdita d'amore produce una lacerazione tra l'Io ( mente ) e il Sé ( cuore ), e si vive la netta sensazione di essere separati provocando intensi conflitti emotivi interni. Per lenire il dolore che da ciò deriva e per gestire la paura che il dolore stesso si manifesti di nuovo, l'Io crea delle barriere a protezione del cuore. Pur essendo inconsapevolmente imprigionato dalle sue stesse difese, l'individuo percepisce il desiderio di manifestare amore per se stesso e di essere amato, ma non è possibile esprimersi in tal senso a causa delle stesse barriere, restando come in trappola, tra il “ vorrei e non vorrei “, da cui non riesce ad uscire per la difficoltà di trasformare la paura e repressione del sentimento d'amore nella sua sincera espressione.

Per vivere l'amore è necessario abbandonarsi all'Io, ma la paura blocca completamente o parzialmente questa capacità. Non è possibile dirsi innamorati e non essere capaci di lasciarsi andare, così come non è possibile dire di amare un'altra persona cercando di dominarla.

Quando queste dinamiche comportamentali di dominio o di difficoltà di abbandono si instaurano in una coppia, implicano di conseguenza per un partner l'arrendersi alla perdita d'amore e di felicità, o a intraprendere una lotta per salvare l'amore; queste seppur dolorose sono comunque scelte; oppure si decide di non scegliere e di accettare la condizione di amore morboso e condizionato, per convenienza.

I processi di auto-svalutazione che ne derivano hanno in ogni caso effetti sulla persona che subisce, e predispongono la stessa allo sviluppo di disturbi o patologie a livello fisico e mentale.

Pertanto la scelta inconscia, anche se giustificata dalla razionalità, è di non amare, perché senza esporsi all'amore non c'è il rischio di essere abbandonati, di perdere l'amore e quindi di soffrire. Questa condizione illusoria di poter controllare un sentimento produce una personalità “falsata” che si sostituisce alla vera consapevolezza di se ed alimenta ulteriormente la paura dell'amore, ponendo l'individuo in una situazione di interdipendenza difficile da superare. La paura che non viene affrontata e non portata consapevolmente in superficie, ma viene invece schiacciata dalla errata convinzione di poter scegliere di evitarla, ottiene il risultato di alimentarla ulteriormente.

Sul piano fisico la perdita d'amore produce tensioni muscolari croniche, specie nella parte superiore del dorso, l'afflusso di sangue dalla periferia si porterà verso il centro del corpo provocando oppressione al torace e senso di pienezza al cuore. La gola sarà serrata ed il petto gonfio e ci si sorreggerà con le spalle, le gambe saranno invece deboli e flaccide.

Sul piano emotivo provoca dapprima una fase depressiva con la perdita di capacità di reazione, che si sviluppa successivamente nell'illusione che l'oggetto d'amore possa ritornare.

Per superare questa fase è necessario allentare la sensazione del cuore spezzato, liberare il dolore e vincere la paura di amare, attraverso tecniche di scarico che facciano venire in superficie la sofferenza e la consapevolezza di soffrire.


Aperti all'amore

Le persone aperte all'amore hanno un atteggiamento non rigido, respirano pienamente, l'equilibrio psico-fisico è ottimale, non lamentano tensioni croniche e le emozioni non vengono trattenute ma manifestate senza timore. Non sono in competizione e traggono la propria felicità amorosa nel volere il bene del partner e degli altri più in generale.

Normalmente sono persone che hanno vissuto un'infanzia in un ambiente amorevole, dove i genitori hanno trasmesso il piacere di dare e ricevere amore senza paure o preconcetti.

Chi ama ha la mente aperta, il cuore aperto e la volontà di ascoltare. L'Io e il cuore sono uniti ed insieme lavorano e mantengono in buon equilibrio l'individuo.

Vi sono tre aspetti fondamentali che definiscono l'essere aperti all'amore, che sono il rispetto per gli altri o comunque per l'oggetto d'amore; la dignità, quale espressione esteriore del rispetto di sé e ulteriore valore aggiunto all'amore, in quanto la persona con una propria dignità non ha paura di lasciarsi andare e non è presuntuosa; l'onestà quale elemento di integrità e stabilità interiore.

In pratica questi tre aspetti sono punti cardini su cui la persona appoggia le basi dell'amore in se stesso, e su cui fonda la propria capacità di amare gli altri. Chi ama se stesso con rispetto, dignità ed onestà, sarà in grado di amare gli altri nello stesso modo.

Essere aperti all'amore significa anche sentirsi liberi nel senso ampio del termine. Liberi di esternare i propri sentimenti, liberi da paure e da preconcetti, liberi di amare e di essere amati; questo grazie all'Io e al cuore che sono uniti e creano un forte senso di integrità psico-fisica.

 

Alexander Lowen, nel suo libro “Amore, Sesso e Cuore”, ha suddiviso il percorso evolutivo dell'individuo ed ha associato ad ogni fase l'atteggiamento d'amore tipico in base all'età, notando che per arrivare ad amare in modo maturo ed essere aperti all'amore, è indispensabile superare le varie fasi, senza restare intrappolati e fermi troppo a lungo ad un livello precedente.

 

Estratto da “ Amore, Sesso e Cuore” di Alexander Lowen

Amore dell'infanzia : bisogno di calore, cure, aiuto e protezione. In cambio offre un legame con il futuro al di là di se stessi; rinnovamento e crescita.

Ti amo = ho bisogno delle tue cure

Amore della fanciullezza : bisogno di aiuto, protezione ed approvazione; in cambio condivide la gioia del gioco.

Ti amo = ho bisogno del tuo sostegno

Amore pre – puberale : bisogno di aiuto, approvazione e guida; in cambio condivide l'eccitamento dell'avventura e si offre ad amicizie profonde.

Ti amo = ho bisogno della tua approvazione

Amore adolescenziale : bisogno di consigli e di libertà; in cambio offre eccitazione e un brivido di romanticismo e sesso.

Ti amo = ho bisogno del tuo interesse sessuale nei miei confronti

Amore adulto : bisogno di un compagno con il quale condividere la vita; in cambio da affetto, rispetto ed aiuto.

Ti amo = voglio condividere la mia vita con te

 

È intuitivo notare che la vita evolve ed evolve tutto intorno a noi assieme al modo differente con cui vediamo e ci rapportiamo al mondo circostante. Anche la percezione ed il modo di manifestare l'amore deve cambiare di pari passo. Pur notando che amare assume significati differenti man mano che si progredisce, restano costanti nelle varie fasi, dall'amore nell'infanzia fino al raggiungimento della maturazione amorosa nell'adulto, i principi di comprensione, calore umano, riconoscimento ed accettazione.


La rinuncia ad amare

La persona che rinuncia ad amare, ha una forte scissione tra mente e cuore, tra l'Io e il Sé, che comporta atteggiamenti, azioni e reazioni tipiche di chi si deve in qualche modo difendere e che deve trovare il modo di sopravvivere.

Le sensazioni del cuore sono in contrasto con le pulsioni della mente, e l'amore è condizionato da un forte desiderio di essere accuditi, come avviene nell'infanzia.

Possiamo dire che in pratica l'Io sovrasta il Sé, esercitando un'azione di controllo sul corpo e sui sentimenti, evitando così di abbandonarsi a se stessi, al proprio cuore e al proprio desiderio d'amore; lo scopo è quello di non dover accettare la paura dell'abbandono, il dolore della perdita o la rabbia del tradimento.

A causa di questo conflitto, i sistemi muscolari volontari che sono sotto al controllo dell'Io, si irrigidiscono e si mantengono in costante tensione, la respirazione non corretta e toracica che ne deriva aumenta la scissione che incide sulla coscienza di Sé, distruggendo il senso di essere un tutt'uno, di completezza e di interezza dell'individuo.

La rigidità avviene anche in profondità, interessando la muscolatura liscia degli organi interni, dei bronchi e dei vasi, causando ipertensione, predisposizione a placche, e se interessa le coronarie pone l'individuo a rischio d'infarto.

Soffocare l'impulso di aprirsi all'amore e alla libertà, significa tenere a freno il cuore, provocando lo spasmo di una o più arterie coronariche.

Pertanto la vera insidia del cuore è la mancanza d'amore.

Tipiche sono le tensioni muscolari croniche del torace, del bacino o della schiena, che provengono da conflitti emotivi irrisolti da tempo. Al torace è collegata la paura dell'abbandono; al bacino le tensioni sessuali, a seguito di esperienze di vergogna, paura e senso di colpa legate all'infanzia; alla schiena specie nella parte inferiore, l'inibizione della pulsione sessuale; nella parte superiore invece e sulle spalle, si manifesta la collera trattenuta.

Una bocca serrata e labbra strette esprimono diffidenza e rifiuto dell'affettività, al non lasciarsi andare al desiderio d'amore, d'intimità e d'amicizia per il timore di essere respinti.

Tutto ciò provoca la compressione della parete toracica creando una corazza, con l'effetto di impedire a qualsiasi sensazione dolorosa o triste di raggiungere la coscienza.

Questa impossibilità indotta dalla mente di esprimere ciò che realmente si sente, la collera che deriva e la rabbia inespressa, provoca con il tempo una tensione generale cronica fino a fare divenire le parte interessate insensibili.

Quando i distretti muscolari, i tessuti, gli organi interni etc. diventano insensibili predispongono un terreno fertile su cui può attecchire una patologia, più o meno grave che sia. La gravità, la durata della fase acuta e la sua eventuale soluzione, sono eventi con tempistiche direttamente proporzionali al tempo in cui le parti in tensione si sono mantenute tali, in pratica sono direttamente proporzionali alla durata del conflitto emotivo.


Approccio terapeutico

Il primo passo consiste nel far prendere coscienza all'individuo che sta soffrendo. Smantellare gradatamente il meccanismo messo in atto dalla mente per proteggere il cuore e fare venire a galla il dolore represso, naturalmente non prima di aver dotato la persona stessa degli strumenti necessari per poter affrontare la sofferenza che questa fase comporta.

La “lotta” intrapresa, ovvero la scelta fatta, deve restare attiva, e seppur molte dinamiche avvengono in modo inconsapevole, si deve prendere coscienza che questa è in pieno svolgimento. Le emozioni che ne conseguono devono essere riconosciute e vissute, ma è altrettanto necessario portare la persona ad essere veramente sincera innanzitutto con se stessa.

Successivamente si deve evidenziare la paura e la sua origine e se vi sono in atto atteggiamenti condizionati da sensi di colpa. Indagando nel vissuto della persona a partire dalla sua infanzia, si cerca di riuscire a stabilire il momento in cui il conflitto emotivo ha avuto inizio e le conseguenze ed i condizionamenti che questo ha avuto fin da subito.

Contemporaneamente alla parte colloquiale si agisce a livello corporeo, andando a verificare quali sono i distretti muscolari interessati dal conflitto e la loro condizione di tensione cronica o di insensibilità, e su questi concentrarsi inizialmente con stimoli diretti mediante la tecnica shiatsu.

Liberando la tensione muscolare si permette alle emozioni di fluire di nuovo e di manifestarsi.

Con la medesima tecnica a cui vengono abbinati esercizi fisici specifici, si stimolano i muscoli della respirazione ed il diaframma, in quanto l'atteggiamento di protezione blocca il respiro a livello toracico, dividendo letteralmente in due parti la persona. Il ripristino dell'integralità dell'individuo ed una corretta respirazione addominale e profonda, sono fondamentali per far si che tutto l'organismo comunichi e per aiutare la persona a lasciarsi andare e percepire così i vari stati d'animo.

In questa fase è molto frequente che la reazione sfoci in un pianto a volte incontrollato. Quando ciò avviene significa che è già in atto un processo di cambiamento, che la persona reagisce e che sta cercando di lasciarsi andare al fluire delle emozioni. Il pianto è la principale manifestazione che adotta l'organismo per ricreare una condizione di piacere e di equilibrio. Infatti chi vive l'esperienza del pianto durante la terapia, racconta di sentirsi meglio, più leggero, come se si fosse tolto un peso, ma soprattutto conferma di riavere la sensazione di integrità ed unicità tra mente e corpo.

In sintesi, attraverso la lettura e l'interpretazione del vissuto della persona in merito ai rapporti d'amore avuti sin dall'infanzia; attraverso l'individuazione dei conflitti emotivi derivati e al condizionamento che questi hanno comportato fino all'età adulta; con lo studio dell'atteggiamento che la persona ha avuto nell'affrontare l'emozione amorosa nelle varie fasi della vita; con la valutazione e correzione delle alterazioni posturali causate da tensioni muscolari croniche, si cerca di aiutare la persona a ritrovare una condizione di equilibrio che le permetta di rivalutare e ricollocare il sentimento d'amore, libero da paure e da preconcetti.

La simbiosi e l'armonia tra l'Io e il Sé, tra la mente ed il cuore, è l'obiettivo primario da raggiungere per avere un cuore libero di aprirsi all'amore, cioè libero di vivere.

Tiziano Pellati
Agosto 2010

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